13 - Armonici (parte 1)

LA FISICA DEL SUONO

La vibrazione della corda è influenzata da diverse componenti quali, ad esempio: tensione, spessore, tipo di materiale, tocco.  Quando noi facciamo vibrare una corda in essa si generano una serie di vibrazioni contemporanee su diverse lunghezze della corda stessa; alcune di queste lunghezze le possiamo utilizzare per produrre gli armonici. La tabella seguente vi schematizza la vibrazione ideale di una corda nelle sue principali “lunghezze”

Osservando la tabella si può notare che l’andamento della vibrazione genera un particolare andamento che individua due punti essenziali, chiamati “nodi” e “antinodi”. Il NODO è un punto dove non si genera suono; l’ANTINODO è il punto di massima escursione tra le vibrazioni della corda. Solitamente gli armonici si ottengono toccando la corda in un punto corrispondente a un nodo con la mano sinistra e suonando con la mano destra la corda in uno dei suoi antinodi.

Quando suoniamo normalmente la vibrazione principale genera il suono della cosiddetta “fondamentale” della nota, che sovrasta tutti gli altri suoni generati dalla vibrazioni sulle diverse lunghezze della corda stessa. Quando noi invece suoniamo appoggiando il dito su un nodo, “stoppiamo” il suono della fondamentale e permettiamo all’armonico di suonare liberamente.
Lo schema della tabella 1 ci fa vedere come esistono diverse ampiezze di vibrazione (ratio) , partendo dal rapporto 1:1 che è la “fondamentale”. Tuttavia nella tabella non sono rappresentate tutte le possibili lunghezze di vibrazione della corda, ma solo quelle utili per la generazione degli armonici “spendibili” in termini di volume e definizione della nota prodotta. Per dare un’idea:
1:1   Fondamentale (tonica)
2:1   Fondamentale (tonica), un’ottava sopra
3:1   Quinta, un’ottava + una quinta sopra
4:1   Fondamentale (tonica), due ottave sopra
5:1   Terza, due ottave + una terza sopra
6:1   Quinta, due ottave + una quinta sopra
7:1   Settima minore, due ottave + una settima minore sopra
8:1   Fondamentale (tonica), tre ottave sopra
Ovviamente tutto si ripete nella seconda parte della tastiera (tasti dal 13° al 24°).
La tabella seguente vi mostra posizione e nota degli armonici nei primi 12 tasti di un tradizionale basso a 4 corde.

Come dicevamo sopra, la tecnica per produrre degli armonici consiste nel posizionarsi in un punto corrispondente ad un nodo (vedi tabella precedente) ed appoggiare il dito della mano sinistra senza però premere la corda. Bisogna limitarsi a “stoppare” la vibrazione della fondamentale.
Ad esempio, immaginiamo di voler produrre l’armonico al 12° tasto della corda G. Occorre appoggiare un dito della mano sinistra sulla corda G, proprio all’altezza del 12° tasto (ovvero dove c’è il fret, la barretta di metallo) e a questo punto fare vibrare la corda con la mano destra (il suono migliore scaturirà se riusciremo a suonare la corda nel punto dell’antinodo). Ne scaturirà un suono sottile e cristallino, con un notevole sustain; il volume con cui suona l’armonico dipende dalla “ratio”, oltre che dalla forza con cui faremo vibrare la corda. Nel caso dell’esempio il volume sarà consistente in quanto abbiamo una ratio 2:1 ed avremo generato come nota un altro G, un’ottava sopra rispetto al suono dato dalla fondamentale.