7 - Intervalli

Anche se in queste lezioni parliamo del basso elettrico, e quindi alla mente ci viene subito da “smanettare” sullo strumento, ci sono dei concetti basilari che dovrebbero essere un minimo conosciuti per poter suonare con cognizione di causa.
Parlando di armonia, il “mattoncino base” la cui conoscenza secondo me è imprescindibile è il concetto di “intervallo”. Gli intervalli ci indicano la distanza tra le note. L’unità di misura di questa distanza sono i toni e i semitoni. Se prendiamo il nostro strumento, tanto per restate “operativi”, i semitoni sono la distanza tra un tasto e quello adiacente, e possiamo considerarlo l’unità di misura più piccola. Il tono è la somma di due semitoni, quindi sul nostro strumento è la distanza tra due tasti. 

Esempio:

Come dicevamo prima, gli intervalli ci indicano la distanza fra le note, e si misurano contando sia la nota di partenza sia la nota di arrivo. Ad esempio:

Do – Mi   è un intervallo di terza (dal Do al Mi, contando le note di partenza e di arrivo, abbiamo in tutto tre note: Do, Re, Mi)

Do – Sol è un intervallo di quinta (stesso meccanismo: Do, Re, Mi, Fa, Sol, abbiamo contato 5 note)

Do – Do è un intervallo di ottava (come prima: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do, abbiamo contato 8 note)


Bene, se questo concetto ci è chiaro complichiamoci un po’ la vita, eh eh….

Proviamo a prendere adesso questi due intervalli:

Do – Fa
Fa – Si

Entrambi sono due intervalli di quarta (dal Do al Fa abbiamo 4 note – Do Re Mi Fa – e dal Fa al Si abbiamo sempre 4 note – Fa Sol La Si). Eppure questi
due intervalli suonano in modo diverso. E come è possibile? Proviamo a misurare la distanza tra le note in toni e semitoni:

Do – Fa  distano tra loro due toni e mezzo (verificate se volete sullo strumento)
Fa – Si  distano tra loro  tre toni

Questo spiega come mai i due intervalli suonano diversi tra loro, eppure sono entrambi intervalli di quarta! Qualcosa ci sfugge? Più che giusto.
Diciamo allora che gli intervalli non sono tutti uguali tra loro, ma possiamo dividerli in “categorie”
Gli intervalli di quarta, quinta e ottava si chiamano “giusti
Gli intervalli di seconda, terza, sesta e settima si chiamano a seconda dei casi “maggiori” o “minori

Esempio:

Do – Mi   è un intervallo di terza maggiore (distanza: due toni)
Do – Mib  è un intervallo di terza minore (distanza: un tono e mezzo)

(il fatto che sia di terza è dato dalla distanza tra i nomi delle note, che ci siano alterazioni come diesis o bemolle non cambia questo fatto, ma influenza la
“categoria dell’intervallo)

Do – La  è un intervallo di sesta maggiore
Do – Lab  è un intervallo di sesta minore

In modo semplicistico quindi possiamo dire che un intervallo “magro” è minore e un intervallo “ciccione” è maggiore.

Attenzione però che anche gli intervalli “giusti” si possono allargare e restringere, diventando eccedenti o diminuiti.
Esempio:

Do – Sol   intervallo di quinta “giusta”
Do – Sol#  intervallo di quinta “eccedente”
Do – Sol b  intervallo di quinta “diminuita”

E, per complicarci ulteriormente la vita, gli intervalli minori possono diventare diminuiti e gli intervalli maggiori possono diventare eccedenti. Ad esempio:

Do – Si   è un intervallo di settima maggiore
Do – Sib  è un intervallo di settima minore
Do# - Sib è un intervallo di settima diminuita
Do – Si# è un intervallo di settima eccedente


A questo punto cerchiamo quindi di avere le idee chiare sugli intervalli evitando di cadere in errori come quelli riportati di seguito:

Do - Re# distano un tono e mezzo quindi si tratta di una 3a minore.
Da fucilazione immediata. Gli intervalli si calcolano considerando i NOMI delle note. Do e Re, metteteci tutti i # o i b che volete,  sarà  sempre una 2a. In
questo caso, una 2a eccedente. Do - Mib, invece, è una 3a minore

Do - La è una 6a normale, anzi no, giusta.
Da ergastolo. Gli intervalli giusti sono la 4a, la 5a e l' 8va. Gli altri sono maggiori o minori. Quelli "normali" non si sa cosa siano.

Se c'è un # sono eccedenti. quelli con il b sono minori.
No, no e poi no. Quello che conta non sono i # e i b, ma l'effettiva distanza tra le due note. Fa - Si è una 4a eccedente ma non ci sono nè diesis ne bemolle
nè mia zia.

Se avete dei dubbi provate a rileggere bene da capo quanto detto, armatevi dello strumento e provate a cominciare a ragionare in termini di intervalli visualizzando la distanza tra le note.
Quanto detto ovviamente è solo una base di partenza, per approfondire procuratevi un buon testo di armonia.