Lezioni : INTRODUZIONE ALLO STRUMENTO

Cominciamo a capire come è fatto un basso: le sue componenti fondamentali sono il manico ed il corpo. Il manico comincia con una "paletta" sulla quale sono fissate (quasi sempre) le "meccaniche", cioè i meccanismi che servono per regolare la tensione delle corde, e quindi l'intonazione. La parte successiva del manico è costituita dalla "tastiera", cioè quella parte liscia suddivisa da tante barrette di metallo (dette "tasti") che servono per delimitare la posizione delle note sullo strumento. I bassi "fretless" sono caratterizzati dall'assenza di queste barrette di metallo, e quindi la nota dipende esclusivamente dall'esatta posizione delle dita sulla tastiera.
Il corpo invece fornisce alloggiamento ad un'altra serie di componenti, primi fra tutti i pick-up, cioè i "microfoni" che rilevano la vibrazione prodotta dalle
corde. Inoltre sul corpo si trova tutta la circuitazione elettrica dello strumento (normalmente celata sul retro) che visivamente si esprime nei "potenziometri", cioè quella serie di pulsanti e selettori che regolano volume, tono e tipo di pick-up (solitamente i pick-up sono due).
Infine sempre sul corpo viene fissato il "ponte", cioè quella parte di  metallo.

Un'immagine grafica dello strumento con la terminologia delle diverse parti è riportata nella sezione "Guida allo strumento".

Veniamo ora alle corde, che ci introducono anche ai differenti tipi di basso. Tradizionalmente i bassi sono dotati di quattro corde che vanno accordate in questo modo (dalla più grande alla più piccola): MI, LA, RE, SOL. Negli anni più recenti sono anche stati messi in commercio bassi a 5 corde, che aggiungono una corda più "spessa" da accordare come SI. La caratteristica di questi bassi è di permettere una maggiore espressività nelle note basse, con le note prodotte dal SI basso molto efficaci. Lo scotto da pagare è che è praticamente impossibile trovare uno strumento di fascia medio-bassa che riesca a fare suonare bene la quinta corda, e quindi per avere buone prestazioni occorre passare a strumenti di costo più elevato.


Infine esistono in commercio anche bassi a sei corde che, rispetto ai modelli a cinque corde, aggiungono un DO alto come sesta corda. Questi tipi di basso sono più indicati per un'uso "solistico" dello strumento. Restano comunque difficili da suonare, in quanto il manico ha una larghezza davvero imponente, e anche in questo caso vale ancora di più il ragionamento fatto per i bassi a 5 corde relativamente al prezzo di un buono strumento.
Infine negli ultimi anni sono comparsi anche bassi a 7 corde, che possono aggiungere a seconda delle esigenze un FA alto o un F# basso. Ovviamente hanno dimensioni di manico davvero autostradali, e spaziano su 5 ottave!!
Veniamo ora alla posizione delle note sulla tastera del basso, e cominciamo sfatando un luogo comune: le note non sono sette ma dodici!! La distanza tra una nota e la successiva infatti si misura in "semitoni" e "toni" (un semitono è la metà di un tono). Le sette note derivano da questo: tra DO e RE esiste 1 tono, tra RE e MI 1 tono, tra MI e FA 1 semitono, tra FA e SOL 1 tono, tra SOL e LA 1 tono, tra LA e SI 1 tono e tra SI e DO 1 semitono. Il totale fa appunto sette note. Ma se invece misuriamo i semitoni, tra Do e RE  ci sono due semitoni, e in mezzo si trova il DO# o REb, tra RE e MI si trova il RE# o MIb, tra FA e SOL si trova il FA# o SOLb, tra SOL e LA si trova il SOL# o LAb, tra LA e SI si trova il LA# o SIb. Ed eccoci arrivati a 12 note!!
Sulla tastiera del basso le note sulla stessa corda si ripetono ogni 12 tasti, con un'intonazione più alta; questa distanza viene chiamata "ottava" (la stessa nota suonata con un'intonazione più bassa e più alta).
Il disegno ci mostra come sono posizionate le note sul manico del basso; i cerchi gialli indicano il tasto di riferimento.