ARIES Classic Custom 7 corde

DATI TECNICI:

Scala: 36", 24 tasti
Manico: 9 strati Acero/wengè/padouk
Corpo: Mogano, con camera tonale
Top: noce figurato
Tastiera: Ebano
Pick-up: 2 humbucker LE Fay
Elettronica: attiva a 3 vie
Ponte: in legno con piezo B-Band
Costruzione: neck-thru



IMPRESSIONI:

La ditta croata Aries produce bassi e chitarre realizzati interamente a mano, con una filosofia molto simile a quella di Fodera: in pratica lo strumento viene customizzato a piacere sulla base delle esigenze del cliente, a cominciare dalla scelta dei legni per finire all'elettronica e all'hardware.
Per quanto riguarda i bassi si parte da due tipi di disegno dello strumento (Classic e De Luxe), disponibili in versioni bolt-on o neck-thru, da 4 a 7
corde. Il manico viene realizzato in laminato da 3 a 13 pezzi, con un'ampia scelta di legni (maple, wengè, afzelia, padouk ecc...).
La tastiera può essere richiesta  nei classici rosewood o maple, per passare all'ebano, malao, wengè, birseyes maple ecc. Anche per il corpo vi è una vastissima scelta di legni, per passare agli oltre 25 legni disponibili per il top, in differenti figurazioni.
Anche le componenti elettroniche e l'hardware permettono una scelta più che abbondante. Tutto questo per farvi capire che il livello di personalizzazione dello strumento è davvero molto alto. Ma se ancora non basta, Aries è disposto a venire incontro anche alle vostre esigenze più particolari, costruendo strumenti customizzati su misura per voi.
A questo punto ci si potrebbe aspettare prezzi proibitivi! E invece no. Grazie anche al paese nel quale Aries opera (la Croazia, dove il costo del lavoro è molto basso) i prezzi sono decisamente competitivi per strumenti di questo valore e con questo livello di personalizzazione.
E veniamo allora allo strumento che mi sono fatto realizzare da Aries.  Si tratta di un basso davvero molto particolare, nel quale ho fatto mettere in pratica alcune idee che mi frullavano nella testa, sicuramente insolite. In particolare le caratterizzazioni meno comuni sono sicuramente la presenza di un ponte in legno e non in metallo su un basso fretted, e l'introduzione di una corda F# grave. Queste due "stranezze" hanno pilotato ovviamente alcune scelte costruttive. La scelta della scala innanzitutto: 36" per garantire un F# sufficientemente definito. E anche la scelta dei legni e la presenza di un camera tonale per bilanciare le caratteristiche sonore del ponte in legno. La forma di base è quella definita "Classic". Il manico è stato realizzato con 9 stati alternati di wengè, padouk e acero. Avevo richiesto un profilo del manico asimmetrico, tipo quello utilizzato da Laurus. Devo dire che il manico di questo basso risulta ancora più sottile e suonabile del manico del Laurus, con un profilo estremamente ergonomico. La larghezza oltretutto è decisamente "autostradale", dato che volevo mantenere l'intercorda di 19 mm. che utilizzo con tutti i miei bassi (quindi la larghezza  complessiva al ponte è di 115 mm.).
La tastiera è in ebano, con un raggio di curvatura variabile 12/15 tra capotasto e fine tastiera. I tasti sono 24.
Il corpo è stato realizzato in una varietà di mogano chiamata "sipo", sul quale è stato applicato un bellissimo top in noce  figurato (walut). Nell'ala superiore del corpo è stata ricavata la camera tonale per conferire al suono una caratteristica più acustica. Tutto questo si combina appunto con la scelta del ponte in ebano, con piezo B-band per catturare la timbrica acustica dello strumento enfatizzata appunto dalla camera tonale.
La parte elettronica è costituita da due pick-ups humbacker prodotti appositamente per questo basso dalla ditta tedesca Le Fay, e da un'elettronica attiva a tre vie che prevede volume, bilanciameto p.u. magnetici, bilanciamento p.u. magnetici e piezo, regolazione alti, medi e bassi. Per la regolazione dei medi è possibile scegliere tra tre diverse frequenze di intervento. L'elettronica del piezo è stta realizzata appositamente per questo strumento, ed è un modello Zebrauno Ultra Gain ad altissima fedeltà.
L'hardware è completato dalle meccaniche Gotoh, il capotasto in ottone e l'elemento di ancoraggio delle corde al ponte sempre in ottone. Da segnalare anche la copertura dei p.u. fatta interamente in legno, così come le manopole dei potenziometri (anche esse con il top!!) e il coperchio del vano pila e del vano elettronica. In pratica sul basso non esiste un solo pezzo di plastica. Tutto questo si inserisce in un contesto di rifiniture elevatissime dello strumento. Ogni dettaglio è curatissimo, ho osservato con molta attenzione il basso e non sono riuscito a trovare nemmeno una piccola imperfezione. Un piccolo capolavoro della liuteria. La finitura è a olio, quindi le "sente" il legno direttamente sotto le dita.
Ma veniamo ora alla prova del suono. Diciamo subito che acusticamente lo strumento suona tantissimo, ha un sacco di volume e i legni vibrano che è un piacere. La curiosità maggiore, inutile dirlo, era rivolta al F# grave. Come avrebbe suonato? Ma soprattutto, avrebbe suonato? La risposta è si, il F# suona e
anche in misura superiore alle mie più rosee aspettative. Non si ha perdita di volume rispetto alle altre corde, e anche il susain è ottimo. Dal punto di vista della sfruttabilità diciamo che il suono è sufficientemente definito a partire dal Ab, buono il A, molto buono il Bb e il B.  Quindi ci sono effettivamente tre note che posso essere sfruttate pienamente sui registri gravi (anche se resta scontato che devono essere sfruttate con intelligenza).
Ma il vero capolavoro è il B. Avevo sempre avuto come riferimento il B del Laurus, potente e definito. Ecco, il B di questo basso è semplicemente travolgente, una "botta" incredibile. Iperdefinito su tutta la tastiera, potentissimo nella risposta, ricco di sustain e armonici; invita a suonarci
sopra frequentemente, molto più frequentemente di quanto mi sia capitato di suonare con gli altri B provati fino ad ora. Merito sicuramente anche della scala da 36", ma comunque si tratta di uno strumento con una liuteria di prim'ordine in grado di "cantare" tantissimo. Il suono dei p.u. magnetici, con tutta l'equalizzazione in flat, è molto presente, medioso ma con corpo. Decisamente eccellente il bilanciamento sonoro di tutte le corde, che timbricamente, passando da una corda all'altra, danno un piacevole senso di continuità. Nessuna corda soffre di cali di volume o di sustain.
Il suono del piezo è decisamente interessante, privo degli sferragliamenti che solitamente ero abituato a sentire con questo tipo di p.u. (sicuramente grazie anche al ponte in ebano). Miscelando piezo e magnetici è possibile ottenere una grande quantità di sfumature sonore, passando da suoni quasi "contrabbassistici" (se fosse fretless sarebbe perfetto in questo) a suoni molto asciutti e nasali.
Anche sullo slap lo strumento risponde bene (anche se personalmente trovo che per questa tecnica un ponte in metallo ci starebbe sicuramente meglio): aprendo leggermente il piezo si aggiunge una punta di brillantezza molto indicata con questa tecnica. A tutto questo si aggiunge l'equalizzazione attiva, che permette ulteriormente di potere intervenire con correzioni su alti, medi e bassi. La frequenza di intervento dei medi può essere regolata tramite un trimmer nel vano elettronica. Allo stesso modo è possibile regolare il gain dei p.u. magnetici e il gain del piezoelettrico.
In sintesi quindi si tratta di un basso costruito davvero in modo ineccepibile, rifinito fin nei più piccoli dettagli, con una varietà di suoni enorme ed una personalità inconfondibile.
Personalmente con Aries ho scoperto un grande liutaio, in grado di costruire strumenti davvero "su misura" e con un rapporto qualità/prezzo assolutamentetra tra i migliori sul mercato.


Data recensione: gennaio 2005