CORT Artisan A6  6 corde

DATI TECNICI:

Scala: 34", 24 tasti
Manico: 5 strati wengè/acero
Corpo: acero fiammato
Tastiera: palissandro
Pick-up: 2 humbucker Bartolini MK1
Elettronica: Bartolini MK1 attiva a 3 vie
Ponte: Cort EB2 in ottone
Capotasto: ottone
Costruzione: neck-thru



IMPRESSIONI:

La serie Artisan neck-thru rappresenta la fascia alta della Cort, azienda che produce principalmente in Korea con un rapporto qualità/prezzo solitamente molto interessante.
Prendendo in mano lo strumento la prima cosa che mi ha stupito è stato il livello generale delle finiture: un livello molto alto, nessuno sbavo di colla, ottimi gli assemblaggi e gli accoppiamenti, lo strumento rivela una cura nella realizzazione all’altezza di strumenti molto ma molto più costosi. Molto piacevole poi anche la finitura satinata, che permette di sentire il legno sotto le proprie dita, con le ovvie conseguenze positive anche in termini di suono, visto che i legni possono vibrare meglio (tra l’altro, il modello 6 corde è disponibile solo natural). Rimanendo sempre sull’ estetica, una scelta di qualità è anche il fatto che le ali del corpo sono interamente in acero fiammato con una buona figurazione, cosa che rende superfluo qualsiasi top. Insomma, lo strumento dà subito l’idea di un prodotto di buona qualità e non di un prodotto “economico”.
A conferma di questa impressione basta osservare l’hardware: le meccaniche, prodotte su licenza Hipshot, esteticamente sono identiche alle Hipshot Ultralite e, anche se a livello di peso non sono così leggere, a livello di funzionalità si rivelano estremamente efficaci e precise nelle regolazioni, con un’ottima tenuta dell’intonazione nel tempo. Anche il ponte è di ottimo livello: molto massiccio e compatto, permette tutte le
principali regolazioni di intonazione e action, il tutto impreziosito da una bella finitura satinata. La stessa finitura si trova anche sul capotasto, sempre in ottone.
Sulla parte posteriore del corpo si trova il vano elettronica, ben realizzato, ed il vano pila separato, facilmente accessibile senza bisogno di cacciavite (lo strumento è alimentato da una pila da 9 volt).
Il peso lo definirei “medio” per un 6 corde (siamo sui 5 Kg.), il bilanciamento è complessivamente buono, leggermente sbilanciato verso la paletta ma davvero poco avvertibile utilizzando una buona tracolla.
Il manico è abbastanza sottile e l’intercorda di 17 mm. al ponte ne contiene anche le dimensioni in larghezza, quindi risulta un manico abbastanza veloce ed accessibile in tutte le posizioni. La tastiera ha un radius abbastanza piatto (15 3/4"), come consuetudine sui bassi di concezione più moderna.
Alla prova del suono lo strumento ne esce piuttosto bene: la timbrica è decisamente moderna (nessun richiamo alla scuola Fender, per capirci), con dei bassi corposi, medi incisivi ed acuti taglienti (forse anche un po’ troppo sulla corde più acute). I due humbucker progettati da Bartolini si comportano piuttosto bene, con una riproduzione articolata del suono, ricco di armoniche, e con una resa dinamica di tutto rispetto. L’elettronica si rivela piuttosto silenziosa, efficiente nella gamma di intervento (anche se sconsiglio di utilizzare soluzioni estreme, tipo boostare tutto, poco utile anche ai fini pratici, per altro). Il segnale di uscita è abbastanza alto, e lo switch che bypassa l’equalizzazione permette di passare rapidamente da un suono flat ad un suono equalizzato (rendendo di fatto disponibili due timbriche diverse con un semplice movimento dello switch). Unico appunto negativo: il controllo di volume ha un funzionamento esponenziale, e il controllo agisce abbastanza repentinamente quasi a fine corsa.
Il low B se la cava davvero piuttosto bene: potente , ben definito soprattutto sulle prime posizioni, ben equilibrato con le altre corde. L’high C non è male, ma forse un po’ troppo “tagliente”; tuttavia è possibile evitare un suono troppo “chitarrino” giocando bene con la mano destra, evitando di suonare troppo vicino al ponte quando si lavora con le corde più acute. Il sustain è molto buono su tutto il manico, e sull’esemplare in mio possesso non sono presenti dead spots che possano in qualche modo disturbare l’esecuzione (detto in altri termini: se esistono sono così lievi da essere di fatto ininfluenti).

Per concludere quindi il Cort Artisan A6 ultima serie è uno strumento di tutto rispetto, in grado di fornire performances di livello elevato ad un prezzo decisamente abbordabile per tutte le tasche. Credo che sia impossibile trovare un rivale sulla stessa fascia di prezzo per caratteristiche e prestazioni, ma posso assicurare che anche a prezzi più elevati non è facile fare di meglio.

Data recensione: 2006