DINGWALL Combustion 5 corde

DATI TECNICI:

Scala: 34"-37" , 24 tasti
Manico: Acero, 3 strati
Corpo: Ontano
Tastiera: Palissandro
Pick-up:2 Dingwall FD-3A
Elettronica: EMG-BT  Attiva/Passiva, a 2 vie
Ponte: Dingwall
Meccaniche: Dingwall




IMPRESSIONI:
Parliamo di una basso sicuramente particolare, che salta subito all'attenzione per l'insolita disposizione dei tasti "a ventaglio" sulla tastiera. L'idea di fondo è quella di utilizzare una scala diversa per ciascuna corda (un po' come si fa nel pianoforte), dove le corde gravi sono più lunghe e le corde acute più corte. Il vantaggio è quello di avere corde con una tensione più uniforme sotto le dita, in particolar modo il low B, e una resa molto definita in termini di suono della nota. Nel caso di questo Dingwall 5 corde si parte da una scala 37" utilizzata per il low B e si scende di 3/4 di scala per ogni corda fino ad arrivare alla scala 34" della corda G.
Dingwall è il marchio di un liutaio canadese che costruisce strumenti eccellenti in termini qualitativi che hanno appunto come caratteristica questo concetto di "multiscala" che richiede l'utilizzo dei fanned frets (la tastatura "a ventaglio"). La sua gamma è articolata su diverse fasce di prezzo e il modello Combustion si è aggiunto abbastanza recentemente per avere un modello "entry level" più accessibile nel mondo Dingwall. Tuttavia lo strumento non è comunque economico, il suo prezzo si attesta intorno ai 1500 euro al momento di questa recensione (2013). Tutti i materiali (legni e hardware) sono originali Dingwall, l'assemblaggio viene realizzato in Cina e poi il basso ritorna in Canada per la messa a punto prima della commercializzione.
Vediamo le caratteristiche in dettaglio. Il manico è realizzato in 5 strati di acero, con tastiera in palissandro, radius 15,75" e tasti piccoli (banjo frets). Il corpo è nel classico ontano, il tutto selezionato per avere un peso contenuto, infatti parliano di un 5 corde che pesa sui 3,8/3,9 kg. 

Per quanto riguarda la parte elettronica i pick-ups sono due humbuckers Dingwall FD-3A in alnico accoppiati ad un'elettronica a 2 vie EMG BT con
due volumi separati, regolazione di alti e bassi e uno switch per poter passare dall'attivo al passivo.
A completamento ponte con sellette separate per ciascuna corda e meccaniche stiple Hipshot Ultralite.
Veniamo ora all'esperienza di utilizzo pratico. Il primo pensiero assolutamente normale quando si guarda questo basso è "ma come cavolo si deve fare per suonare con i tasti storti?". Una volta imbracciato il basso ci si meraviglia invece di quanto sia tutto sommato facile l'adattamento, che richiede maggiori attenzioni solo quando ci si muove verso gli "estremi del ventaglio", quindi soprattutto in prima posizione e nella parte alta della tastiera, magari suonando accordi. Lo strumento è piacevolmente leggero, ben bilanciato. Il manico ha un profilo a D abbastanza sottile, si apprezza subito il fatto che le corde hanno
praticamente tutte la stessa tensione sotto le dita, cosa che si evidenzia maggiormente sul low B dove si è abituati ad avere normalmente una corda più "morbida" rispetto alle altre, nel Dingwall non è così, anche il low B è bello teso. Lo svantaggio facilmente intuibile è che lo strumento richiede delle corde specifiche in quanto la scala diversa per ciascuna corda rende quasi impossibile l'adattamento di mute standard. In questo caso lo strumento monta infatti corde Dingwall in acciaio, piacevolmente morbide e bilanciate sotto le dita, con scalatura 45/55/75/95/127.
Alla prova del suono lo strumento ha una timbrica abbastanza moderna, con una buona mediosità e bassi profondi. L'elettronica permette di intervenire con efficacia senza snaturare il suono. Sia in finger sia in slap si dispone di una buona base timbrica a cui attingere. Andando in passivo il suono acquista una punta di mediosità in più, segno che l'elettronica EMG anche in flat effettua un leggero taglio sui medi con la sensazione di enfasi delle frequenze alte e basse. Molto positivo il fatto che non ci sono differenze di volume tra modalità passiva e modalità attiva. Il low B ha una consistenza e una definizione assolutamente eccellenti.
In sintesi quindi si tratta di uno strumento di buona qualità generale, ben costruito e curato nelle finiture, con un suono moderno e versatile in grado di adattarsi in svariati contesti, dal rock al pop al funk. L'insolita tastatura richiede un adattamento tutto sommato abbastanza semplice, a meno di utilizzo di tecniche particolri come il tapping dove si utilizza spesso la parte alta della tastiera dove l'inclinazione dei tasti è più evidente. Le corde gravi, il particolare il low B, hanno una resa eccellente e sotto le dita danno una bella sensazione di tensione.


Data recensione: Ottobre 2013