FENDER Jazz Bass Am. Std. 5 corde

DATI TECNICI:

Scala: 34" , 21 tasti
Manico: Acero
Corpo: Ontano
Tastiera: Palissandro
Pick-up: Fender single-coils
Elettronica: passiva, 2 volumi e tono
Ponte: Fender
Meccaniche: Hipshot Ultralite




IMPRESSIONI:
La serie S1 (quella con la possibilità di mettere i pick-up in serie o in parallelo) nel 2008 era stata tolta dal mercato, quindi questo strumento giaceva sicuramente in negozio da parecchio tempo. Sarebbe stato lecito quindi pensare che probabilmente lo strumento non suonasse un granchè, ma comunque ho deciso di provarlo. Una volta collegato il basso all’ampli il suono che ne viene fuori praticamente è quasi quello di un contrabbasso, tanto le corde sono morte, l’unica nota positiva è che anche così il low B sembra essere presente almeno in termini di volume. Non mi stupisce che a una prova superficiale uno strumento con queste corde venga provato e rimesso al suo posto, e magari catalogato come una “ciofeca” (alimentando la leggenda metropolitana che i Fender hanno una qualità altalenante). Per fortuna il commesso mi conosce e non ha problemi a cambiarmi le corde, montando anche una scalatura di mio
gradimento (e nel frattempo fa anche un minimo di manutenzione alla tastiera con olio di limone e un controllo generale al set-up). Seconda prova all’ampli, e questa volta cambia tutto: dalle prime note si sente subito uscire il classico suono del Jazz Bass, provando un po’ di slap il basso risponde benissimo con note potenti e cristalline, il low B si dimostra degno non solo in termini di volume ma anche come sustain e definizione (convincendomi sempre più che i modelli recenti di Jazz 5 corde non sono più parenti con i modelli di qualche anno fa che avevano spesso in low B poco decoroso).
Il manico mi sembra identico a quello del Reggie Hamilton come forma e profilo, la finitura anche qui è satinata. La tastatura complessivamente è buona, il Reggie Hamilton è in grado di raggiungere action ancora più basse  grazie anche ai tasti small (mentre l’American Standard monta i classici medium jumbo), ma comunque anche su questo Jazz sono riuscito a settare senza problemi un’action ragionevolmente bassa. Le meccaniche Hipshot sono molto morbide e precise nella regolazione. Il ponte è esteticamente identico a quello del Reggie Hamilton 5 corde, solo che in questo caso è in acciaio (mentre nel Reggie Hamilton è in ottone cromato).
Per tutto il resto, si tratta di un classico Jazz Bass con corpo in ontano, manico in acero e tastiera in palissandro, due classici p.u. single-coils ed elettronica passiva. Interessanti le sfumature timbriche offerte dal tasto S1, in particolare usando solo il pick-up al manico è possibile ottenere un valido suono simil-Precision, perfetto con l’uso del plettro.
In sintesi questo American Standard 5 corde lo definirei un basso onesto e sincero, che non delude le aspettative di chi cerca un suono e un’ estetica Jazz Bass.


Data recensione: 2010