G&L Tribute L2500  5 corde

DATI TECNICI:

Scala: 34", 21 tasti
Manico: Acero
Corpo: Frassino di palude
Tastiera: Palissandro
Pick-up: G&L, 2 humbucker
Elettronica: G&L attiva a 2 vie, switch attivo/passivo/boost, switch serie/parallelo
Ponte: G&L
Meccaniche: G&L


IMPRESSIONI:

G&L : un altro frutto del lavoro di Leo Fender, che ha conosciuto una fama inferiore a quella ottenuta con i suoi primi prodotti marchiati Fender ma, a mio parere, sotto questo marchio Fender ha davvero saputo dare il meglio di sé. I prodotti G&L fino ad ora erano sempre stati proposti soltanto nella classica e originale versione “made in USA”.  A fine 2003 è stata introdotta sul mercato la prima serie “economica” dei prodotti G&L, assemblata in Corea, chiamata “Tribute by G&L”.  E’ lecito chiedersi allora quali siano le differenze e quale impatto esse abbiano complessivamente sullo strumento e sul suono, tenuto conto che molte repliche economiche di strumenti blasonati spesso si sono rivelate alla prova dei fatti abbastanza deludenti.
Ho avuto modo di fare una prova comparata del G&L L2500 originale USA e del G&L Tribute L2500 (che poi ho acquistato), e confrontare quindi le caratteristiche dei due strumenti.
Partendo dai dati “tecnici”, le differenze che si evidenziano sono:
-        legno del corpo (USA: tiglio con top in frassino di palude – Tribute: frassino di palude);
-        ponte (esteticamente identico ma probabilmente cambia il materiale, comunque molto massiccio anche nel Tribute)
-        meccaniche (standard tipo Fender nel Tribute, comunque efficienti e precise)
-        profilo del manico (leggermente più “ciccione” quello del Tribute)
Tutte le altre caratteristiche dello strumento sono assolutamente identiche, soprattutto i pick-up (realizzati in USA e identici al G&L americano) e l’elettronica, che su questo basso hanno un impatto importantissimo sulla timbrica e sulla versatilità complessiva. Il colpo visivo estetico sui due bassi è notevole e non si notano differenze di sorta. Molto curato anche nella serie Tribute l’assemblaggio e tutti i dettagli, ottima la verniciatura e le finiture in genere. Tra gli altri dettagli “meritori” della serie Tribute il corpo in un unico pezzo di frassino di palude, il fissaggio del manico al corpo con sei viti e l’accoppiamento dimensionale corpo-manico davvero preciso.
Lo strumento complessivamente è abbastanza leggero, ben bilanciato e suonabile fino agli ultimi tasti. Il suono dello strumento è assolutamente “Fender style”, molto presente e corposo. L’elettronica permette di spaziare su una varietà impressionante di suoni, che si possono avvicinare molto (a seconda delle necessità) al Precision, al Jazz Bass, allo Sting-Ray, basta giocare con l’equalizzazione e la configurazione dei pick-ups. Ricordo che l’elettronica del G&L2500 prevede  volume, regolazione alti e bassi e tre micro-switch che permettono di scegliere il pick-up (tre posizioni: ponte, manico, entrambi), configurare i pick-ups humbacker (due posizioni: in serie o in parallelo), scegliere la modalità di funzionamento (tre posizioni: passivo, attivo, attivo con boost alti e bassi).
Dal punto di vista sonoro devo dire che la versione Tribute e il fratello made in USA sono davvero molto molto simili. In sostanza il G&L Tribute non soffre di nessun complesso di inferiorità rispetto al modello originale americano (che costa più del doppio), è un basso con un ottimo rapporto qualità/prezzo, ottimamente realizzato e rifinito, estremamente versatile e quindi utilizzabile nei generi più svariati. Anche il low B complessivamente si difende bene.
Le differenze di prezzo quindi sarei propenso ad attribuirle principalmente al costo della manodopera (che su uno strumento industriale incide parecchio) e al marketing, ma dal punto di vista qualitativo i due strumenti sono estremamente simili.


Data recensione: 2006