LAKLAND Skyline 44-60 Joe Osborn  4 corde

DATI TECNICI:

Scala: 34", 21 tasti
Manico: Acero
Corpo: Frassino
Tastiera: Palissandro
Pick-up: 2 Lakland
Elettronica: Lakland passiva
Ponte: Lakland
Costruzione: bolt-on


IMPRESSIONI:

La serie Skyline di Lakland rappresenta la serie "economica" del costruttore americano. Il concetto di "economico" vale ovviamente se confrontato con i modelli USA, gli Skyline sono comunque strumenti di buona qualità e fattura e i prezzi sono proporzionati. Questa serie originariamente era prodotta in Korea, la produzione più recente arriva dall'Indonesia ma il livello qualitativo è rimasto costante (è presumibile che questi strumenti escano da una delle fabbriche della Cort, il più grande produttore mondiale di bassi e chitarre).
Il concetto che sta alla base degli Skyline è questo: il progetto degli strumenti è' identico a quello degli strumenti originali made in USA per quanto riguarda le dimensioni e i legni di base; la realizzazione della parte lignea dello strumento (che ovviamente non prevede personalizzazioni e varianti come nel caso dei mosdelli USA) e la verniciatura  vengono realizzate in oriente; a questo punto lo strumento viene spedito a Chicago dove la tastiera viene rettificata con latecnologia "plek" di altissima precisione, che garantisce una tastatura perfetta; vengono quindi montati sullo strumento i pick-ups e le componenti elettroniche (le stesse dei modelli USA con limitate eccezioni per alcuni modelli), montate le corde e fatto il set-up finale dello strumento. A questo punto lo strumento può essere mandato ai distributori per la vendita. Tutto questo lo si riscontra facilmente sugli strumenti. Ho provato ed avuto diversi Skyline e su tutti ho potuto verificare come la tastatura sia impeccabile e permetta action davvero molto basse senza problemi di "fritture" indesiderate (a parte i limiti del tocco individuale". La cura generale delle finiture e degli assemblaggi è buona, commensurata sicuramente al costo degli strumenti.
Il modello 44-60 (una volta chiamato Joe Osborn signature) è di fatto la riproposizione del Jazz Bass anni '60 in chiave Lakland. Il corpo in realtà sostituisce l'ontano con il frassino, ma la posizione dei pick-ups è quella anni '60. Lo shape del corpo è molto simile a quello di un Jazz Bass, anche se in un confronto diretto si possono notare alcune differenze, soprattutto nel contour-body. Mi sono divertito a togliere il battipenna e il corpo "nudo" è decisamente piacevole a vedersi, con le venature del frassino che emergono in trasparenza (corpo in due pezzi ben accoppiati). Manico in acero e tastiera in palissandro con tasti small. Il ponte Lakland è semplice ma funzionale nelle sue regolazioni (d'altra parte il "lamierino" Fender fa il suo onesto lavoro da sempre); ottime le meccaniche Hipshot, sempre precise e progressive. Il basso monta due pick-ups single-coils di produzione Lakland, elettronica passiva tradizionale con volume, volume e tono.
A livello timbrico lo strumento ha delle sfumature diverse dal classico Fender, pur stando ovviamente nel sound generale della tipologia Jazz Bass. Un po' più scuro suonato in finger, pur restando sempre ben presente, ritrova la giusta brillantezza suonato in slap. In sintesi quindi un buon strumento da lavoro per chi cerca un'alternativa al Fender originale, buona qualità generale nella costruzione e nella componentistica, permette di trovare un set-up ottimale grazie alla tastatura praticamente perfetta. Unica avvertenza, pur non essendo un macigno non è nemmeno un peso piuma e, rispetto ai classici Fender Jazz con corpo in ontano che stanno mediamente intorno ai 4 Kg, questo Lakland pesa tre o quattro etti in più.


Data recensione: aprile 2013