TUNE WB5 FM fretless  5 corde

DATI TECNICI:

Scala: 34", 24 tasti
Manico: acero
Corpo: Mogano con top in acero
Tastiera: Palissandro
Pick-up: solo piezo (nel ponte)
Elettronica: Tune, attiva  a 3 vie
Ponte: Tune
Costruzione: bolt-on




IMPRESSIONI:
I bassi Tune sono strumenti sicuramente poco conosciuti in Italia, importati in passato per brevi periodi e nuovamente importati solo da qualche mese. La casa madre è giapponese, ma la produzione attuale vede anche una fetta significativa di modelli arrivare dalla Korea, paese che ormai  sta acquisendo sempre più una dimensione importante nella produzione di strumenti musicali, e soprattutto sta spostando il focus da strumenti entry-level a strumenti di fascia più elevata. Ed è proprio in caso del basso in questione. Forte di un buon rapporto qualità/prezzo, si presenta con un’ottima realizzazione e una sicura personalità sia estetica che timbrica. Si tratta di un 5 corde fretless con camera tonale aperta e, al posto dei tradizionali p.u. magnetici, presenta un ponte piezo con regolazioni piuttosto raffinate.
La liuteria è di buon livello: costruzione bolt-on e classica scala 34”, con 24 tasti (ma sulle corde acute, essendo fretless, ci sono un paio di tasti in più, data la forma della tastiera); il manico è un multilaminato in 5 strati di acero e noce, fissato al corpo da 5 robuste viti e con un incasso decisamente profondo e soprattutto con un accoppiamento eseguito a regola d’arte; il corpo è in mogano con top in acero (molto poco figurato, a dire il vero); la tastiera è in palissandro.
Come detto sopra, al posto dei convenzionali p.u. magnetici è stato scelto di utilizzare un ponte in ottone massiccio collegato ad un sistema piezo, per catturare il carattere più “acustico” dello strumento. Ogni selletta del ponte quindi incorpora un piezo e nel vano elettronica si trovano dei trimmer che permettono la regolazione individuale dei gain per ciascuna singola corda, permettendo quindi un bilanciamento sonoro perfetto. Inoltre è presente un ulteriore trimmer per la regolazione di un filtro che taglia gli alti al piezo (simile al controllo di tono di un basso passivo) e un altro trimmer per la regolazione del gain generale in uscita dello strumento. Tutti questi trimmer sono regolabili attraverso dei fori presenti nel coperchio del vano elettronica. L’elettronica attiva è poi completata dai più classici controlli: volume, alti, medi e bassi.
Completa il tutto un bel capotasto in ottone e una paletta anch’essa con il top in acero, sulla quale sono montate meccaniche comode e precise. Lo strumento è molto curato in tutti gli assemblaggi e nella finitura, rigorosamente natural.
Una volta imbracciato, il basso risulta particolarmente leggero, leggermente sbilanciato verso la paletta ma non in modo fastidioso. Il manico è particolarmente sottile e veloce, con una discreta accessibilità anche alle note più acute (ma non ottimale). La mancanza del p.u. magnetico può richiedere un po’ di adattamento per chi è abituato ad appoggiare la mano destra sui p.u., ma nel mio caso sono abituato da parecchio a essere svincolato dal p.u. come punto di appoggio.
La timbrica è decisamente particolare. Diciamo subito che il concetto di suono “alla Pastorius” non si sposa molto con questo tipo di fretless, come facilmente intuibile. L’elettronica on-board però permette di ottenere sfumature timbriche molto diverse, e quindi passare da suoni molto “contrabbassosi” a suoni più morbidi ma sempre “acustici” fino ad arrivare a timbriche che, inserite in un mix, possono ricordare molto un p.u. magnetico (questo si ottiene soprattutto enfatizzando i medi e tagliando un po’ gli acuti). In quest’ultimo caso si può apprenzare la buona propensione del basso a “miagolare” e rispondere bene a vibrati e glissati tipici del basso fretless.
Il low B si comporta degnamente, grazie alla regolazione individuale del gain assicura un volume uniforme con le altre corde e la timbrica ha una buona definizione nei primi 12 tasti, dove trova il suo maggiore utilizzo.


Data recensione: 2007